PERCHÉ USARLI CON CAUTELA

Un codice apriporta è di fatto una password condivisa. Chiunque lo conosca può aprire, e nel momento in cui viene divulgato (passato a un conoscente, letto da qualcuno mentre lo si digita, dimenticato attivo dopo che una persona non dovrebbe più avere accesso) non c'è modo di risalire all'uso indebito, perché il codice è identico per tutti e non lascia traccia nominativa.

Rispetto al Controllo Accessi, i Codici non offrono:

  • identificazione della persona: un codice non è associato a un utente, quindi un'apertura non dice chi è entrato;
  • registro/log degli accessi: non viene memorizzato uno storico degli utilizzi;
  • revoca mirata: per togliere l'accesso a una sola persona bisogna cambiare il codice a tutti;
  • regole avanzate: fasce orarie per singolo utente, scadenze, gruppi, ecc.

Il loro uso ha senso in scenari circoscritti e a basso rischio: ad esempio un codice temporaneo per un tecnico durante un intervento, l'apertura di un varco secondario poco sensibile, o un impianto in cui non è previsto il controllo accessi. In tutti gli altri casi la scelta corretta è il Controllo Accessi, che assegna a ogni utente una credenziale personale (codice, tessera, ecc.), identifica chi accede e ne mantiene lo storico.