Prima di configurare un impianto è utile avere chiaro il modello concettuale con cui IpDoor rappresenta il mondo reale. Una volta compreso questo modello, tutte le schermate della console e dell'app diventano immediate, perché sono semplicemente viste diverse sugli stessi tre mattoni fondamentali.
Il sistema IpDoor è composto da tre tipi di componenti:
Entità — gli elementi "terminali", cioè quelli che effettivamente comunicano o agiscono: Dispositivi e Utenti. Hanno caratteristiche programmabili.
Contenitori — raccoglitori logici di entità che ne regolano le funzionalità: Gruppi, Zone, Aree e Stanze.
Licenze — abilitazioni di funzionalità aggiuntive che si applicano alle entità (chiamata remota, controllo accessi, pulsanti, integrazioni…).
L'idea di fondo è semplice ma potente: le entità non vengono quasi mai collegate direttamente tra loro. Si organizzano invece dentro dei contenitori, e sono i contenitori a essere usati nelle configurazioni. Questo disaccoppiamento è ciò che rende un impianto IpDoor facile da mantenere nel tempo.
1Entità2Contenitori3Licenze
Le stesse famiglie sullo schermo Home dell'impianto: ① Entità (Dispositivi e Utenti), ② Contenitori (Gruppi, Zone e Stanze), ③ Licenze. In fondo, il Controllo accessi.
Le Entità sono gli elementi terminali della comunicazione e si dividono in due famiglie:
I Dispositivi sono gli oggetti fisici (o virtuali) dell'impianto: le postazioni esterne (targhe/videocitofoni), le postazioni interne (monitor), i controller per input/output e lettori di accesso, e gli altri dispositivi come telefoni IP, telecamere ONVIF, attuatori, integrazioni verso server esterni e sistemi ascensore (KONE). Ogni dispositivo con un proprio codice di attivazione viene aggiunto all'impianto durante il wizard di aggiunta dispositivi.
Gli Utenti sono gli account delle persone, identificati univocamente dallo username. A ogni utente è associato un ruolo (Utente, Gestore, Amministratore) che ne definisce i permessi. Un utente può registrarsi da solo tramite un invito, oppure essere creato manualmente dall'amministratore come utente virtuale.
I Contenitori sono raccoglitori logici delle entità. Sono la parte più importante da capire, perché quasi tutte le azioni del sistema puntano a un contenitore, non a una singola entità.
Facciamo un esempio concreto. Immaginiamo un pulsante di chiamata sulla targa d'ingresso configurato per chiamare l'appartamento "Rossi". Se quel pulsante puntasse direttamente al monitor del sig. Rossi, ogni volta che la famiglia cambia dispositivo o aggiunge un nuovo membro bisognerebbe riconfigurare il pulsante. Invece il pulsante punta a un Gruppo "Famiglia Rossi": dentro quel gruppo si possono aggiungere o togliere monitor, telefoni e utenti in qualsiasi momento, senza toccare la configurazione del pulsante. La targa continua a "chiamare il gruppo", e il gruppo decide chi squilla.
Esistono quattro tipi di contenitore, ciascuno con uno scopo diverso:
I Gruppi raccolgono utenti e dispositivi e rappresentano tipicamente una famiglia o un appartamento. Sono il bersaglio naturale delle chiamate e delle regole di accesso. La popolazione di un gruppo può avvenire automaticamente tramite inviti (link o QR), delegando l'inserimento agli utenti stessi.
Le Zone raccolgono gruppi (e possono essere annidate tra loro): servono a identificare i Piani di un edificio e a comandare gli ascensori verso il piano corretto (vedi l'integrazione KONE).
Le Aree raggruppano gli output dei dispositivi (i comandi apriporta) in aree logiche, così che nell'app compaiano ordinati per zona funzionale (es. "Cancello pedonale", "Garage").
Le Stanze raccolgono gruppi e servono per le Prenotazioni di spazi condivisi (una sala meeting a uso esclusivo, una palestra a uso contemporaneo), accessibili con un codice durante il periodo prenotato.
Attenzione a non confondere Zone e Aree. Le Zone sono legate ai piani e agli ascensori; le Aree sono un attributo degli output e servono solo a raggruppare i comandi apriporta nell'interfaccia.
Le Licenze sono codici di abilitazione che sbloccano funzionalità aggiuntive: Chiamata Remota (ricevere/effettuare chiamate fuori dalla LAN), Controllo Accessi, Pulsanti (oltre a quelli già inclusi in ogni dispositivo), Integrazioni (KONE, ONVIF, SIP…), Manutenzione, Comandi vocali e App PC.
Ogni impianto dispone gratuitamente di almeno una licenza per tipo in modalità prova per 30 giorni, così da poter valutare la funzionalità prima dell'acquisto. Le licenze si possono anche pre-associare a un invito, così che l'utente risulti già operativo — con la chiamata remota o il controllo accessi attivi — dal primo accesso, senza ulteriori passaggi.
Mettiamo insieme il tutto con un piccolo condominio.
Si aggiungono le Entità: una targa esterna (postazione esterna), i monitor dei vari appartamenti (postazioni interne) e gli utenti delle famiglie.
Si creano i Contenitori: un Gruppo per ogni famiglia (con dentro il monitor e gli utenti), e — se ci sono più piani con ascensore — una Zona per piano.
Sulla targa si configurano i Pulsanti di chiamata, ciascuno rivolto a un gruppo. Le regole di Accessi assegnano agli utenti dei gruppi le credenziali per aprire i varchi.
Si applicano le Licenze necessarie: Chiamata Remota agli utenti che vogliono rispondere dallo smartphone anche fuori casa, Controllo Accessi a chi usa codici o tessere.
Da quel momento la manutenzione ordinaria (una famiglia che cambia composizione, un nuovo inquilino, un dispositivo sostituito) si riduce ad aggiungere o togliere entità dai contenitori: le configurazioni restano intatte.
Per costruire un impianto da zero seguendo passo-passo questa logica, si vedano i Wizards guidati.
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